obbligo informare azienda in caso di illeciti

esiste a carico del lavoratore, nell’ipotesi venga a conoscenza di eventuali illeciti o irregolarità commessi nell’ambito della prestazione da colleghi e,o superiori, un obbligo di informazione nei confronti degli organi direttivi dell’azienda?

Nel caso affrontato dalla Corte la risposta (ma non è questa la vera novità) è stata si: esiste questo obbligo tanto che si è ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore licenziato per giusta causa per non aver denunciato ai vertici aziendali fatti illeciti e,o irregolarità di colleghi e,o superiori dei quali era venuto a conoscenza.

La particolarità di questa pronuncia è una nuova e diversa lettura degli obblighi di diligenza (art. 2104 c.c.) e fedeltà (art. 2105 c.c.) dai quali si fa derivare quest’obbligo di “denuncia”. In precedenza (si veda ad es. Cass. 8 giugno 2001, n. 7819) gli obblighi di diligenza e fedeltà assumevano una diversa intensità in relazione alla natura e qualità del rapporto, alla posizione delle parti, all’oggetto delle mansioni e al grado di affidamento che queste richiedono. In sostanza più elevata era la posizione gerarchica, più elevato era l’affidamento richiesto e più intenso l’obbligo di denuncia.

Ora invece la Cassazione sostiene che il criterio della diligenza (e quindi l’intensità dell’obbligo di denuncia) non deve essere commisurato tenendo conto soltanto delle mansioni svolte e della qualifica dell’interessato, ma deve considerare soprattutto, in una prospettiva più ampia, l’interesse dell’impresa, le sue esigenze organizzative e l’interesse datoriale al suo buon funzionamento.

Nel porre “sotto accusa” un dipendente che sa e non denuncia, quindi, meno importanza al suo livello gerarchico e alla sua responsabilità, di più all’interesse dell’impresa ad un corretto funzionamento dell’organizzazione aziendale. Il che significa, come poi successo nel caso di specie affrontato dagli ermellini, che si può essere licenziati per giusta causa se non si è denunciato anche se non si ha alcuna colpa diretta o indiretta nella irregolarità/illiceità commessa dal collega né si esercitava una mansione che vi potesse influire.

Articolo a cura avv.Paolo Laverda dello studio associato De Martini – Ferrante