Licenziamento per superamento del periodo di comporto

L’art. 2110 c.c. stabilisce, infatti, che il datore di lavoro ha diritto di recedere dal contratto di lavoro, riconoscendo il preavviso, solo una volta decorso il periodo di tempo stabilito dalla legge o dai contratti collettivi.

 

Tale disposizione si riferisce sia alla malattia unitaria o continuativa, c.d. comporto secco, sia alla malattia intermittente o eccessiva morbilità, c.d. comporto per sommatoria, cioè quando l’assenza dal lavoro per malattia non sia conseguenza di un unico evento morboso continuativo, ma sia costituita da assenze reiterate per una unica o diverse malattie.

 

La durata del comporto è fissata per legge in alcune fattispecie particolari (per esempio per lavoratori affetti da tubercolosi, tossicodipendenti o alcolisti) e dai contratti collettivi nella generalità dei casi.

 

Tutti i contratti collettivi disciplinano il comporto secco, fissando il periodo di conservazione del posto in caso di assenza per malattia continuativa.

 

Alcuni contratti collettivi prevedono anche il comporto per sommatoria, ossia indicano il numero di giorni di assenza per malattia per i quali vige l’obbligo di conservazione del posto di lavoro (arco interno) e il periodo di tempo all’interno del quale i vari episodi morbosi si sommano per stabilire se le assenze complessivamente considerate superano o meno il periodo di conservazione del posto (arco esterno).

 

Laddove il contratto collettivo preveda solo il comporto secco, come, per esempio, nel contratto collettivo dei dirigenti aziende industriali, la giurisprudenza ritiene che tale lacuna del contratto collettivo possa essere colmata dal Giudice attraverso l’equità ossia effettuando un bilanciamento degli interessi in gioco: nel caso specifico Cass. 28.9.2018, n. 23596 ha confermato il consolidato orientamento per cui in tali fattispecie è ritenuto equo che il limite delle assenza del comporto secco debba essere superato entro un arco temporale pari alla durata media di vigenza del c.c.n.l., pari normalmente a tre anni.

 

Nel caso del contrato collettivo dirigenti aziende industriali, pertanto, il periodo di comporto per malattia sarà superato laddove il dirigente rimanga assente per malattia per 12 mesi complessivi nell’arco dei tre anni calcolati a ritroso dalla data del licenziamento.

  Articolo a cura dell’Avv. Federico Andriolo dello Studio Legale De Martini – Ferrante & Associati.