crisi d’impresa: cosa cambia con il nuovo Codice della crisi. Nuovi obblighi e responsabilità per amministratori, organi di controllo e creditori qualificati

 In particolare, i punti salienti della riforma relativi alle nuove responsabilità sono in capo a tre distinti soggetti:

  1. Imprenditore e Consiglio di amministrazione/amministratori
  2. Organi di controllo
  3. Creditori pubblici qualificati.

 

1) Imprenditore e Consiglio di amministrazione

I doveri e obblighi dell’imprenditore sono riportati nell’art 3 e 375 del Decreto Legislativo recante codice della crisi d’impresa. Di seguito si riporta uno stralcio dell’art. 375 comma 2°.

 Art. 375 Assetti organizzativi dell’impresa

 “Co 2.dell’art. 2086 Codice Civile dispone: L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. 

Questo articolo, introduce una nuova responsabilità per l’imprenditore: la legge impone infatti a tutti gli imprenditori che operano in forma societaria o cooperativa di mettere in essere investimenti in strumenti/servizi che siano in grado di rilevare tempestivamente i sintomi della crisi adottando indicatori in grado di cogliere i sintomi di una crisi futura in modo tempestivo. Obbligando di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato all’impresa. Rilevare tempestivamente lo stato di crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi per superare la crisi e recuperare la continuità aziendale mediante il ricorso agli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento.

Gli indicatori di crisi sono rappresentati dagli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa nonché dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza:

· della sostenibilità dei debiti per almeno i 6 mesi successivi;

· delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, qualora la durata residua

dell’ esercizio al momento della valutazione sia inferiore a 6 mesi, per i 6 mesi successivi.

A tal fine sono indici significativi:

· quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che

l ’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi;

· i ritardi reiterati e significativi nell’effettuazione dei pagamenti.

 Si tenga presente che quanto previsto dall’art. 375 è entrata in vigore a norma dell’art. 389 dopo 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge cioè dal 16/03/2019. 

 Le tempistiche non sono casuali: il legislatore impone all’imprenditore di dotarsi di questi sistemi sin da subito per fare in modo che l’organo amministrativo, previo l’utilizzo dei già citati sistemi di rilevazione della crisi, abbia tempo di individuare sintomi di crisi e correggerli prima che tra 18 mesi inizino le segnalazioni dei soggetti qualificati (organo di controllo, INPS, Agenzia Entrate e in via indirette Banche). 

Secondo la Relazione illustrativa al decreto sulla crisi l’art. 377, che ha inserito il nuovo c. 6, “si responsabilizzano maggiormente gli amministratori rispetto agli obblighi di conservazione del patrimonio sociale, in quanto si prevede espressamente che essi rispondono verso i creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.”

Secondo lo studio notariato 58-2019-I: “si tende, quindi, a delineare un assetto di competenze fra organo amministrativo e collettività dei soci che è variabile in funzione delle scelte statutarie o della rimessione di taluni argomenti alla decisione dei soci su richiesta degli stessi amministratori o di una parte qualificata del capitale, ma nel quale sono comunque presenti delle limitazioni, restando di esclusiva pertinenza dell’uno o dell’altra alcune funzioni specificamente individuate dal legislatore”.

Si tenga presente che gli amministratori e l’imprenditore a capo dell’azienda che in un futuro dovesse trovarsi in crisi non potranno godere delle misure premiali previste dall’art. 25 se non potranno dimostrare di aver vigilato sui sintomi della crisi.

Con riguardo all’imprenditore individuale trova applicazione l’art. 3, c. 1, D.lgs. 14/2019, che stabilisce quanto segue: “L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.”  Si tenga presente che l’entrata in vigore è dal 15/08/2020. 

 

2) Organi di controllo

Il Decreto amplia le ipotesi in cui, nelle srl, sussiste l’obbligo di nomina dello stesso ai sensi dell’art. 2477, C.c.. In particolare, per effetto di quanto previsto dall’art. 379, D.Lgs. n. 14/2019:

· è confermata la previsione del comma 1 del citato art. 2477, in base alla quale l’atto costitutivo può prevedere la nomina di un organo di controllo / revisore; qualora lo statuto non disponga diversamente, lo stesso è costituito da un solo membro effettivo.

Sono modificati (ridotti) i limiti stabiliti dal comma 3, al cui superamento scatta l’obbligo di nomina di tale organo.

Di conseguenza, ora, la nomina dell’organo di controllo / revisore è obbligatoria se la società:

– è tenuta a redigere il bilancio consolidato;

– controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

– ha superato per due esercizi consecutivi, almeno uno dei seguenti limiti:

· totale dell’attivo dello Stato patrimoniale à € 2.000.000

· ricavi delle vendite / prestazioni à € 2.000.000

· dipendenti occupati in media durante l’esercizio à 10 unità

 I doveri e obblighi dell’organo di controllo sono riportati nell’art 14 del Decreto Legislativo recante codice della crisi d’impresa. Di seguito si riporta uno stralcio dell’art. 14 comma 1 e 4.

Art. 14 Obbligo di segnalazione degli organi di controllo societari 

 1) Gli organi di controllo societari, il revisore contabile e la società di revisione, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, hanno l’obbligo di verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l’assetto organizzativo dell’impresa è adeguato, se sussiste l’equilibrio economico finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione, nonché di segnalare immediatamente allo stesso organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi. … 

4) Le banche e gli altri intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del testo unico bancario, nel momento in cui comunicano al cliente variazioni o revisioni o revoche degli affidamenti, ne danno notizia anche agli organi di controllo societari, se esistenti.

L’art. 14 specifica che la responsabilità sul controllo dell’azienda ai fini dell’allerta interna ricade sull’organo amministrativo, mentre all’organo di controllo spetta l’onere di:

1) vigilare sull’operato dell’organo amministrativo, verificando che questo valuti costantemente e prendendo idonee iniziative se esistano indizi che possano portare ad una crisi prospettica.

2) verificare in prima persona se esistano indizi di crisi, darne notizia all’organo amministrativo, e nel caso questo non agisca immediatamente azionare la segnalazione presso l’organo di composizione della crisi.

Da ultimo l’art. 14 introduce il ruolo delle banche nell’individuazione dei sintomi di crisi: queste dovranno avvisare l’organo di controllo quando (valutando che l’azienda presenta sintomi di una crisi futura), varieranno (in negativo), revisioneranno (in negativo) e revocheranno gli affidamenti. Ovviamente l’organo di controllo in questo caso, a meno di assunzioni di responsabilità gravissime, dovrà azionare la denuncia presso l’organo di composizione della crisi. Divieni quindi ancora più importante che le aziende tengano “verificati” i dati di centrale rischi.

 

3) Creditori pubblici qualificati

I doveri e obblighi dell’organo di controllo sono riportati nell’art 15 del Decreto Legislativo recante codice della crisi d’impresa. Di seguito si riporta uno stralcio dell’art. 15 comma 1.

Art. 15 Obbligo di segnalazione di creditori pubblici qualificati

“1. L’Agenzia delle entrate, l’Istituto nazionale della previdenza sociale e l’agente della riscossione hanno l’obbligo, .. a pena di inefficacia del titolo di prelazione spettante sui crediti.., di dare avviso al debitore, …, che la sua esposizione debitoria ha superato l’importo rilevante di cui al comma 2 e che, se entro novanta giorni dalla ricezione dell’avviso egli non avrà estinto o altrimenti regolarizzato per intero il proprio debito con le modalità previste dalla legge o se, per l’Agenzia delle entrate, non risulterà in regola con il pagamento rateale del debito …o non avrà presentato istanza di composizione assistita della crisi o domanda per l’accesso ad una procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza, essi ne faranno segnalazione all’OCRI, anche per la segnalazione agli organi dicontrollo della società…”

Questo articolo introduce l’obbligo di segnalazione all’OCC ed agli organi di controllo da parte dei creditori pubblici qualificati (l’Agenzia delle entrate, l’INPS e l’agente della riscossione) a pena di inefficacia dei privilegi dei loro crediti in caso di «perdurare di inadempimenti di importo rilevante». Preliminarmente gli stessi dovranno dare avviso al debitore che la sua esposizione ha superato l’importo rilevante e se entro 3 mesi il debitore non avrà estinto il debito o non avrà raggiunto un accordo con il creditore qualificato ovvero non avrà chiesto ammissione ad una procedura concorsuale scatterà la predetta segnalazione.

 

Conclusioni

Nel sottolineare peraltro che la materia è complessa si è voluto con il presente approfondimento portare alla conoscenza che la centralità del tema degli strumenti di rilevazione della crisi diventano fondamentali e imprescindibili per imprenditori e amministratori di tutte le società.

L’imprenditore dovrà dotarsi di sistemi di rilevazione della crisi sin da subito (16 marzo 2019) per fare in modo che l’organo amministrativo, previo l’utilizzo di questi strumenti, abbia tempo di individuare sintomi di crisi e correggerli prima che tra 18 mesi inizino le segnalazioni dei soggetti qualificati. 

Articolo a cura dell’Avv. Varniero Varnier