Congedi parentali: i nuovi criteri di indennizzabilità

Il nuovo Decreto

Il D.Lgs. 105/2022 è stato adottato in attuazione della Dir. UE 2019/1158 del 20 giugno 2019 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e prestatori di assistenza, riscrivendo così, nel nostro ordinamento, alcune delle disposizioni regolamentate dal D.Lgs. 151/2001 (Testo unico sulla maternità e congedi parentali).

In questo nostro contributo vogliamo analizzare i nuovi criteri di indennizzo dei congedi parentali (ex maternità facoltativa) di cui all’art. 32 D.Lgs 151/2001 così come ora remunerati dal nuovo art. 34 del medesimo decreto.

Il congedo parentale

Il congedo parentale (ex maternità facoltativa) è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali.

Il congedo parentale spetta ai genitori naturali, che siano in costanza di rapporto di lavoro:

  • entro i primi 12 anni di vita del bambino;
  • per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi.

I mesi, poi, salgono, a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi. Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, il diritto al congedo stesso viene meno dalla data di interruzione del lavoro.

Pertanto, il diritto di astenersi dal lavoro spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi;
  • al padre lavoratore dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi, che possono diventare 7 in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi;
  • al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora;
  • al genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 11 mesi. L’art. 32, c. 1 lett. c), D.Lgs. 151/2001 precisa che per genitore solo deve intendersi anche il genitore nei confronti del quale sia stato disposto, ai sensi dell’art. 337 quater c.c., l’affidamento esclusivo del figlio.

Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità dei genitori naturali, quindi entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e non oltre il compimento della sua maggiore età.

In caso di parto, adozione o affidamento plurimi, il diritto al congedo parentale spetta alle stesse condizioni per ogni bambino.

La L. 228/2012 ha introdotto la possibilità di frazionare a ore il congedo parentale, rinviando tuttavia alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità di fruizione del congedo su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Il D.Lgs 80/2015, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act, ha stabilito che, in caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, ciascun genitore può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria.

In tale ultimo caso, la fruizione su base oraria:

  • è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
  • non può essere cumulata con il godimento di altri permessi o riposi regolamentati dal D.Lgs. 151/2001 (es. riposi giornalieri della madre per allattamento).

Modalità di fruizione del congedo parentale

Ai fini dell’esercizio del diritto di astensione per il periodo sopra descritti il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque;

  • con un termine di preavviso non inferiore a 5 giorni indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo;
  • o con un termine di preavviso pari a 2 giorni nel caso di congedo parentale su base oraria.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto e durante l’astensione il lavoratore e il datore di lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell’attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva.

La misura dell’indennità

Come accennato in premessa, il D.Lgs. 105/2022 introduce delle modifiche nel riconoscimento dell’indennità da corrispondere durante la fruizione dei periodi di congedo parentale.

A decorrere dal 13 agosto 2022 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 105/2022), ai genitori lavoratori durante il congedo spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 9 mesi, di cui:

  • alla madre spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore, da fruire entro il dodicesimo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • al padre spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore, fino al dodicesimo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • a entrambi i genitori spetta, in alternativa tra loro, un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di tre mesi;
  • al genitore solo sono riconosciuti 9 mesi di congedo parentale indennizzati al 30% della retribuzione;
  • per i periodi di congedo ulteriori rispetto ai 9 mesi indennizzati, spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.

Il diritto all’indennità si prescrive entro un anno e decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. Per evitare la perdita del diritto, è necessario che la lavoratrice o il lavoratore presentino all’INPS (prima dello scadere dell’anno) istanze scritte di data certa, dirette a ottenere il pagamento della indennità.

L’INPS, con il Mess. INPS 4 agosto 2022 n. 3066, ha illustrato le novità introdotte dal D.Lgs. 105/2022 fornendo le indicazioni utili per il riconoscimento delle relative indennità introdotte dal 13 agosto 2022.

In particolare, l’Istituto ha chiarito che, relativamente alle domande per il riconoscimento del congedo parentale e in attesa dei necessari aggiornamenti informatici, dalla data del 13 agosto 2022, è comunque possibile fruire dei congedi con richiesta al proprio datore di lavoro o al proprio committente, regolarizzando successivamente la fruizione mediante presentazione della domanda telematica all’INPS.

Computabilità retribuzione diretta e indiretta

Il D.Lgs. 105/2022 sancisce che, a decorrere dal 13 agosto 2022, i periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio e non comportano riduzione di ferie, riposi, tredicesima mensilità o gratifica natalizia (restano pertanto escluse le altre mensilità aggiuntive salvo diversa indicazione della contrattazione collettiva), ad eccezione degli emolumenti accessori connessi all’effettiva presenza in servizio, salvo quanto diversamente previsto dalla contrattazione collettiva.

Per quanto attiene alla maturazione TFR di cui all’art. 2110 c.c. è qui utile ricordare che, in caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell’anno per una delle cause di cui all’art. 2110 c.c., nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l’integrazione salariale, deve essere computato nella retribuzione utile al calcolo del trattamento di fine rapporto l’equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Congedo parentale per genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata

A favore dei genitori iscritti alla Gestione separata INPS, la normativa novellata dal D.Lgs. 105/2022 dispone la possibilità di fruire del congedo parentale entro il dodicesimo anno (e non più entro il terzo anno) di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia/Italia del minore in caso di adozione o affidamento preadottivo.

Ciascun genitore ha diritto a 3 mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore.

I genitori hanno, inoltre, diritto a ulteriori 3 mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi (e non più 6 mesi).

Restano invariate le condizioni richieste dalla legge e dai decreti ministeriali per potere fruire del congedo parentale.

Congedo parentale per genitori lavoratori autonomi

Anche i genitori occupati in attività autonome sono destinatari di novità. Il D.Lgs 105/2022 innova anche la disciplina dei congedi parentali per i lavoratori autonomi di cui al Capo XI D.Lgs. 151/2001, riconoscendo il diritto al congedo parentale anche ai padri lavoratori autonomi.

Dalla nuova formulazione deriva il diritto a 3 mesi di congedo parentale per ciascuno dei genitori, da fruire entro l’anno di vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) del minore.

Tabelle di sintesi

CONGEDO PARENTALE LAVORATORI DIPENDENTE
Genitore Durata Indennità Figlio
Madre 6 mesi 3 mesi 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Padre – 6 mesi

– 7 mesi nel caso in cui si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi

3 mesi 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Madre e padre – 10 mesi

– 11 nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi

3 mesi ulteriori a madre o padre 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Totale 9 mesi
Genitore solo (*) 11 mesi 9 mesi 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
(*) La condizione di “genitore solo” si ha nei casi di morte dell’altro genitore, abbandono del figlio, affidamento esclusivo o non riconoscimento del figlio da parte di un genitore.

 

CONGEDO PARENTALE GENITORI ISCRITTI GESTIONE SEPARATA
Genitore Durata Indennità Figlio
Madre 3 mesi 3 mesi 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Padre 3 mesi 3 mesi 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Madre e padre Ulteriori 3 mesi 3 mesi ulteriori a madre o padre 12 anni di età o 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Totale 9 mesi

 

CONGEDO PARENTALE GENITORI LAVORATORI AUTONOMI
Genitore Durata Indennità Figlio
Madre 3 mesi 3 mesi 1 anno di età o 1 anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento
Padre 3 mesi 3 mesi 1 anno di età o 1 anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento

D.Lgs. 105/2022

autore Francesco Geria  –  Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A. 2022.